Dopo il trasferimento al Louvre di Musée Louvre-Lens – ”gemello” del più famoso museo parigino nel settembre del 2013 – un intervento di restauro e una mostra “Étrusques et la Méditerranée. La cité de Cerveteri” svoltasi dal 5 dicembre 2013 al 10 marzo 2014, il Sarcofago degli sposi arriva in Italia. L’urna funeraria etrusca in terracotta dipinta, proveniente dalla necropoli della Banditaccia a Cerveteri, sarà esposta al Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’appuntamento italiano della mostra francese, Gli Etruschi e il Mediterraneo. La città di Cerveteri dal 15 aprile al 20 luglio 2014. La mostra, a cura di Françoise Gaultier e Laurent Haumesser Museo del Louvre, Dipartimento di Antichità greche, etrusche e romane; di Paola Santoro e Vincenzo Bellelli del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico; di Alfonsina Russo Tagliente e Rita Cosentino della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, rappresenta un’occasione irripetibile per raccontare in modo nuovo la storia di una straordinaria civiltà del mondo antico, quella etrusca.< È la prima volta infatti che in una mostra viene presentata la civiltà etrusca concentrando l’attenzione su una singola città – Cerveteri – che spicca per grandezza e importanza nel contesto delle relazioni tra i popoli del Mediterraneo antico. Questa città, che gli Etruschi chiamavano Kaisraie, i Greci Agylla, e i Romani Caere, occupa un posto centrale in Italia e nel Mediterraneo durante tutto il I millennio a.C. Nell’antichità, non a caso, Caere era considerata "la più prospera e popolata delle città dell’Etruria", come scrive lo storico greco Dionigi di Alicarnasso. Di questa metropoli dell’Italia antica distante solo 50 km da Roma, la mostra intende ripercorrere quasi dieci secoli di storia. Nelle sale del Palazzo delle Esposizioni arriveranno reperti dal Louvre e da Villa Giulia ma anche dai maggiori musei del mondo come il Museo Gregoriano Etrusco in Vaticano, il British Museum di Londra, la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e l’Antikensammlung di Berlino. Eccezionale il contributo del Museo del Louvre: grazie all’acquisizione nel 1861 della collezione Campana, formata in larga misura da reperti provenienti da Cerveteri, esso possiede un ricco repertorio ceretano di cui fanno parte non solo alcuni tra i capolavori più celebri dell’arte etrusca, come il Sarcofago degli Sposi – esposto in mostra e per la prima volta al di fuori di Parigi – ma anche molti ragguardevoli manufatti presentati al pubblico solo in tempi recentissimi o addirittura mai visti. Novità assolute provengono infine dagli scavi recenti della Soprintendenza, del CNR e dell’Università La Sapienza di Roma, che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze su questa metropoli di primo piano del Mediterraneo antico.

Descrizione del sarcofago

La scultura raffigura una coppia di sposi semidistesi su un triclinio durante un banchetto, nell'atto di versarsi del profumo sulle mani. Entrambe le figure hanno i capelli lunghi, gli occhi allungati e il sorriso arcaico di evidente derivazione greca. La donna possiede un copricapo caratteristico e dei sandali ai piedi mentre il marito presenta un barbetta lunga ed appuntita e appoggia affettuosamente il braccio destro sulla spalla della consorte. I movimenti delle loro mani, che un tempo reggevano coppe e patere, per un'ultima libagione si intrecciano in un gioco prezioso: le espressioni serene dei volti, i gesti pacati ci parlano di un reciproco amore e, soprattutto, di un profondo rispetto. Il sarcofago è una delle più belle testimonianze dell’importanza che gli etruschi davano al culto dei morti, anche perché esso era un mezzo per l'affermazione del prestigio e della potenza di una famiglia.

Maria Adelaide Marchesoni