di Maria Adelaide Marchesoni

Lo scorso 7 novembre a Genova presso la casa d’aste Wannenes sono stati battuti 87 lotti in ceramica, porcellana e maiolica. Le opere offerte all’incanto, caratterizzate da una notevole varietà di fabbriche di produzione storiche, sia italiane sia straniere, sono state apprezzate dai collezionisti e dagli operatori. I prezzi di alcuni oggetti hanno superato le stime indicate nelle valutazioni pre-asta e, in generale, il comparto delle ceramiche ha presentato un livello contenuto di invenduto, pari al 33%, considerando l’attuale difficile contesto operativo. Tra i top lot, il numero 8, un piatto in porcellana policroma, della manifattura Richard Ginori a doccia, fine XVIII secolo, con bordo mosso e rilevato, decorato con figura di pastore in un paesaggio porpora e bordo a fondo blu a rilievo. Il piatto, come viene riportato nel catalogo Wannenes, é databile agli anni intorno al 1780, fa parte di un servizio del quale si conservano diversi esempi in collezione pubbliche e private. La critica l'attribuisce concordemente al pittore Giovan Battista Fanciullacci (capo dei pittori della manifattura Richard Ginori nell'ultimo quarto del diciottesimo secolo), che si ispirò, per la decorazione, alle opere di vari artisti come Piazzetta e Zucchi. Il prezzo di aggiudicazione é stato di 2.850 euro (comprensivo dei diritti d’asta pari al 24% inclusa IVA, come per tutti i prezzi citati nell’articolo) rispetto a una base d’asta, compresa tra 250 e 500 euro. Apprezzati i lotti n. 10 e n. 11, rispettivamente una coppia di piatti in porcellana policroma della manifattura Cozzi, con marchio di fabbrica (ancora rosso ferro). Il lotto numero 10, diametro 23,1 cm, presenta una decorazione a giardini o bersò, tra le più caratteristiche tra quelle utilizzate dalla manifattura veneziana. Il lotto numero 11, diametro 22,3 cm, presenta una decorazione a mazzi di fiori sparsi blu e oro. I due lotti sono stati aggiudicati rispettivamente a 1.612 euro (stima 1.200-1.500 euro) e a 992 euro rispetto a una base compresa tra 800 e 1000 euro. Passando al lotto numero 12, troviamo una zuccheriera in porcellana policroma del XVIII secolo della manifattura Antonibon di Nove, famiglia di ceramisti veneti tra la fine del XVII e la seconda metà del XIX secolo. Il lotto é stato assegnato a un prezzo pari a 744 euro rispetto a una stima compresa tra 600 e 800 euro. Sempre della manifattura Antonibon il lotto 14 un gruppo in biscuit rappresentante la raccolta delle mele (con qualche difetto e una lieve mancanza, altezza 29 cm) é stato aggiudicato a 1.488 euro rispetto a una base di 1.200 e 1.400. Sempre tra gli oggetti della manifattura Antonibon, troviamo nel catalogo una coppia di vasi in maiolica policroma (lotto numero 62) del primo quarto del secolo XIX, a sezione esagonale e lobati, decorati a motivi stilizzati, completi di coperchio, basi a volute (altezza 60 cm) appartenenti alla collezione Landau, Parigi. Il prezzo d’asta é stato pari a 2.852 euro rispetto a una stima compresa tra 2.400 e 2.600 euro. Proseguendo nell’analisi delle varie opere presenti nel catalogo d’asta Wannenes vi sono oggetti della manifattura di Napoli risalenti al 1800 circa e in particolare il lotto numero 19, gruppo satirico in biscuit (altezza 19 cm) rappresentante una scimmia servita da un cane barbone. L’opera presentava qualche segno dell’usura, qualche difetto e una lieve mancanza, é stata aggiudicata a 2.232 euro rispetto a una stima di 1.800 e 2.000 euro. Più articolata e vasta l'offerta in maiolica presente nel catalogo Wannenes. Tra gli oggetti proposti alcune opere della fabbrica di maioliche fondata a Milano da Felice Clerici inaugurata nell’ottobre del 1745 e altri di Pasquale Rubati che, dopo aver lavorato alla manifattura Clerici, nel giro di pochi anni aprì una manifattura propria in concorrenza con il suo ex-principale. In asta sono stati battuti anche oggetti della manifattura Ferniani di Faenza in prevalenza piatti con il decoro detto "al garofano" risalenti al 1790 circa corrispondenti a lotti 49, 50, 51 assegnati rispettivamente a 235,60, 173,6 e 396,80 euro. Decisamente elevato, rispetto alle stime, il prezzo di aggiudicazione del lotto 52 una grande bottiglia in maiolica policroma della manifattura di Pesao o Montemilone della seconda meta del XVII secolo, decorata con il motivo della rosa (altezza 42 cm). La stima indicava una valutazione compresa tra 1.800 e 2.200, ma il compratore per ottenere il prezioso oggetto ha “sborsato” 3.968 euro (prezzo che considera, come tutti gli altri citati nell’articolo, i diritti d’asta e l’IVA). Tra i lotti invenduti, il numero 31, un grande piatto in maiolica policroma della fornace di Deruta della prima metà del XVI secolo decorato con ritratto di "bella" in un paesaggio e bordo a quartieri. Il piatto del diametro di 41 cm, con pochi difetti ed usure e un intervento di restauro al bordo, é stato portato in asta con una stima compresa tra 12.000 e 14.000 euro, ma purtroppo, non ha incontrato il favore dei collezionisti e degli esperti presenti in sala o al telefono.

foto 1 lotto n. 8 - piatto in porcellana policroma, manifattura ginori a doccia, fine del XVIII secolo prezzo di aggiudicazione 2.850 euro foto 2 lotto n. 19 - gruppo satirico in biscuit, manifattura di napoli, circa 1800 prezzo aggiudicazione 2.232 euro foto 3 lotto n. 31 - grande piatto in maiolica policroma, fornace di deruta, prima meta' XVI secolo, invenduto