MADEinNOVE identifica un gruppo di amici da tempo accomunati dalla passione per l'arte: Marco Bolzenhagen, Andrea Dal Prà, Marco Maria Polloniato, Paolo Polloniato e Carlo Stringa. Un nome programmatico, che pone l'accento sulla provenienza e tutto quello che la storia del nostro pur piccolo paese porta con sé. Niente campanilismi, ma conoscenza e rispetto del passato sono valori indispensabili per capire chi siamo e dove stiamo andando.

Singolarmente abbiamo avviato i nostri percorsi fin dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso, ma è stato nel passaggio al terzo millennio che le nostre strade si sono incrociate in maniera stabile. Nel corso dei primi anni “zero” siamo stati protagonisti e promotori di iniziative culturali (SperimentARTI dal 2001 al 2005, etc.) atte a dare spazio non solo a noi, ma anche ad altri giovani e altri gruppi dediti all’arte in tutte le sue forme. Anche se su binari distinti, siamo accomunati dalla sperimentazione avviata nel campo della ceramica. Riconosciamo infatti la tradizione novese, che ha dato vita ad un particolare connubio tra artigianato e piccola industria, ma fortunatamente anche a forme di ricerca artistica riconosciuta a livello internazionale. Mostre ed esposizioni, visite o lavoro in aziende, ma soprattutto il contatto con ceramisti d’esperienza, sono il territorio umano con cui ci siamo confrontati. Qui siamo cresciuti e abbiamo sviluppato quella spinta che, nata come passione per l’arte, s’è affinata sui solchi già percorsi da altri, spesso uscendone con consapevolezza. Il nostro nome dichiara l’amore per la terra, per le sue genti, ma senza lasciarsi abbindolare da inutili localismi. Nell’occasione dell’esposizione che si terrà nell’ex Mulino Antonibon, luogo suggestivo ed evocativo della tradizione locale, vogliamo rendere visibile agli occhi di amici e curiosi quell’indefinito filo rosso che ci lega al paese. Un legame che non è dato solo dal medium scelto, ma anche dall'essere curiosi e attenti a ciò che ci sta intorno.

Il catalogo che accompagnerà la mostra infatti, è stato concepito per dare una panoramica ordinata e coerente ai lavori ed alle opere degli ultimi anni con uno sguardo d'insieme alle origini del gruppo. Per la parte fotografica abbiamo il piacere e l'onore di vedere i nostri pezzi immortalati in loco da Alberto Parise, fotografo professionista di Marostica, un amico che ha creduto nelle nostre qualità e che ha messo a disposizione la sua sensibilità per fissare questo tempo. Potrebbe sembrare inopportuno tirare in ballo concetti quali mondo o epoca globalizzati, ma il dato di fatto è che oggi siamo ancor più interconnessi con il resto dal pianeta, da poterci confrontare pressoché in diretta con la produzione artistica, industriale ed artigianale di ogni angolo del globo. Nel percorso artistico di ricerca dei singoli componenti del gruppo la volontà di confronto e crescita con altre realtà è stato presente fin da subito, consci che solo lo scambio di esperienze arricchisca realmente. Ecco perciò l'intento di dare spazio al dialogo formale e informale con chi ci ha preceduto, con chi sta seguendo percorsi paralleli ai nostri e con quanti incontreremo scoprendo di volta in volta un valore aggiunto.

Tra i componenti del gruppo, che rimane ancor oggi un semplice gruppo informale, la poliedricità e particolarità di ognuno si concatena in maniera naturale e quasi fisiologica alle dinamiche degli altri Tutto ciò trova riscontro anche in ambito pubblico, specialmente nella proposta di performance sperimentali di cotture ceramiche, ma anche nell'allestimento di ambienti o nello studio e realizzazione di complementi urbani. Oggi diamo la nostra versione delle istanze maturate negli anni anche rispetto a qualche generazione più vecchia di noi e intendiamo proseguire la ricerca nell’ambito delle cotture sperimentali. In molte occasioni ormai abbiamo proposto la realizzazione di sculture modellate in situ e cotte a legna: c’è ancora molto spazio per confrontarsi e imparare. Anche per questo motivo abbiamo voluto mettere in programma nel corso dell'esposizione la sperimentazione di un “forno a carta”, omaggio all'amico Alberto “Caba” Cavallini di Certaldo, recentemente scomparso. D’improvviso abbiamo già trent’anni e oltre, ma il viaggio e la nostra ricerca continuano.

Progetto Keramnemos, non sono solo parole All'interno della mostra sarà inoltre presentato il primo video introduttivo al progetto “Keramnemos, non sono solo parole”. Si tratta di chiacchierate informali con ceramisti di chiara fama o comunque stimati e che il gruppo ha iniziato a video registrare. Grazie alla collaborazione con Michele Reghellin, videomaker di Schio, abbiamo avviato questa serie di momenti di confronto dinanzi all'obbiettivo della macchina da presa con il preciso intento di tenere una memoria di questo presente. Non si tratta di documentari dedicati all'uno o all'altro ceramista, ne' di interviste in senso stretto, ma del libero scambio creativo instaurato grazie alla familiarità ed alla stima che ci lega ad alcuni personaggi del mondo ceramico nostrano. Il progetto è destinato a proseguire ben oltre i confini del paese, cogliendo l'opportunità di muoversi ed incontrare altri artisti distintisi nel campo ceramico. Nel corso del tempo la pubblicazione sui canali della rete: un'immagine in movimento di chi siamo e dove stiamo andando.