Dal 10 al 23 settembre 2012 nella città della ceramica Eskisehir, Turchia si è celebrato il Sesto Simposio Internazionale di Terracotta con la partecipazione di 11 artisti provenienti da Ungheria, Inghilterra, India, Svezia, Grecia, Serbia e Turchia. L'evento arricchito con dimostrazioni degli artisti, ha presentato anche conferenze, workshop e il “Festival Tradizionale della Ceramica Anatolica”. Tutto condito con l'ultima innovazione tecnologica nella progettazione e nell'applicazione industriale della ceramica creativa, così come eventi serali chiamati “1001 Turquoise Nights of Pleasure”, Le 1001 notti turchesi di piacere, con la argilla come elemento d’ispirazione.

Il primo simposio si è tenuto nel 2000, da un'idea del sindaco Dr. Ahmet Ataç. Il programma è stato interrotto per cinque anni a causa di cambiamenti politici, ma una volta Ahmet tornato sindaco, il convegno è stato riavviato. Nel discorso di apertura, il sindaco ha detto: "Facendo queste attività artistiche, la vita della città cambierà con una qualità superiore." Il simposio ha avuto inizio con una visita ai diversi luoghi dove sono stati installati tutti i lavori precedenti, nel nuovo “Parco delle Sculture”. Bilgehan Uzuner, Presidente del Comitato Organizzatore, desidera vivamente avere nel futuro tra 100-150 opere che daranno l'identità a Eskisehir come città d'arte.

La cerimonia di apertura si è realizzata nell’ sito del simposio, una antica fabbrica di mattoni con un magnifico forno di magnifico stile Hoffman. Il giorno dopo, gli artisti invitati, dovevano “mettere le mani in terra” e sviluppare il loro progetto. Il mio progetto per il simposio è stato basato proprio sulle "Mani". Un modo di esprimere valori umani universali attraverso il linguaggio della terracotta, la lingua non è solo una sequenza di parole, ma l'espressione in movimento applicato alla tecnica di un processo.

L’artista ungherese Mariann Bán ha concentrato il suo lavoro nella produzione di piastrelle mesopotamiche con iscrizioni di citazioni del “Libro de Orwel”, 1984 per illustrare la situazione in Ungheria. Rodney Harris d'Inghilterra ha fatto un muro con un divano e una carta da parati con mattoni scolpiti. Il suo lavoro ha un ruolo sociale, “..piuttosto che un’opera d’arte sia su uno scaffale o in una galleria…meglio che la vedano tutti..” afferma Rodney. Lars-Erik Holm ha portato con sé il concetto di "tempo" e la sua espressione nell'arte. Lavora con tecniche di serigrafia a colori utilizzati sopra piastrelle smaltate. Maro Kerasioti proveniente della Grecia presentò un albero come parte del progetto “Nella foresta” lavoro che la impiegato per 15 anni; molti pezzi realizzati con stampi, sono sezioni che saranno successivamente montati su un telaio in acciaio e collocato nel parco.

Branko Milanovic della Serbia ha affrontato il concetto di rapporto con gli oggetti di tutti i giorni. E 'stato un tentativo di far vedere le cose da una prospettiva diversa e di chiederci “Che cosa ci aspettiamo degli oggetti?”. Bingul Basari, figura importante nella ceramica turca contemporanea si e avvicinato al simposio con un progetto molto ambizioso…semplicemente esprimere ed esplorare il rapporto tra DNA e la storia della Anatolia, in una superficie ceramica esplorata dalla scienza e dal’arte, “…senza arte non esiste la scienza, senza la scienza non appare l’arte” è ciò in cui lui crede.

Kaplan Semih ha cercato d’ illustrare, utilizzando tecniche di incisione su piastrelle, un’antica storia degli dei della mitologia turco – greca, storia appartenente alla zona. Inoltre l’artista Sahbaz Hasan si è ispirato all’archeologia della regione, l’Anatolia, dove si trova Eskisehir ha una storia di 3.000 anni legate all'uso del mattone come materiale da costruzione. Il collegamento con la terracotta è strettamente legato col passato, presente e futuro, per tanto la sua scultura era fatta di mattoni cotti.

Nazan Sönmez è un pittore che utilizza motivi tradizionali turchi per creare un murales monocromatici con la terracotta. Il pezzo si presenta come un tappeto con design tradizionale. Kemal Uludag ha costruito, con materiali delle fabbriche di Eskisehir, una passerella che riflette sulla vita umana, la nascita è una scultura rappresentata da una porta, per iniziare un percorso che finisce con la morte.

A titolo personale posso dire che un fatto importante dentro al simposio era che gli studenti delle scuole d'arte, che lavoravano come volontari nella organizzazione, hanno avuto accesso alle varie tecniche dimostrate e imparare da ciò che viene creato in tutti i campi di questa espressione artistica. Nel mio caso, loro mi hanno permesso di sperimentare e ho anche incoraggiato il pubblico fino a farlo partecipare. Quello che volevamo ottenere era facilitare l’accesso al pubblico comune, adoperando le parole di un grande amico vasaio giapponese di Tokoname chiamato Ikai Shingo: - ". Non posso dirti cosa fare, ma posso dimostrarti in che modo!". C'è molto da imparare da questo simposio ..... in particolare, essere aperti a nuove esperienze e permettere libero sfogo alla fantasia.

Reportage e testo di Wali Hawes Traduzione di Martha Pachón Rodríguez

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