di Maria Adelaide Marchesoni

Il sogno di tutti i frequentatori delle garage sale, quelle vendite domenicali nei cortili delle case americane effettuate per sbarazzarsi di oggetti inutili, è trovare per caso un tesoro. Nella storia che segue questo è diventato realtà e una millenaria ciotola di finissima porcellana cinese, acquistata per 3 dollari nel 2007 da un privato, è stata venduta in questi giorni all'asta da Sotheby's a New York per 2,23 milioni di dollari, quasi otto volte il prezzo stimato compreso tra 200 e 300 mila dollari. Il piccolo esemplare della più raffinata porcellana bianca, era in realtà una ciotola "Ding", risalente alla dinastia Song che ha regnato in Cina fra il 960 e il 1279 e il suo acquirente la aveva a lungo esposta in sala da pranzo senza sospettare di aver comprato un tesoro. L’anonimo proprietario, visto il crescente interesse negli ultimi anni per l’arte cinese tra i collezionisti, ha deciso di far valutare la ciotola. <L’oggetto è arrivato in una semplice scatola e quando l’ho aperta, la mia prima impressione era che stavo guardando qualcosa di molto, molto bello ... qualcosa di molto speciale e interessante per i potenziali collezionisti>, ha commentato Henry Howard-Sneyd, Vice Presidente della divisione arte asiatica di Sotheby's per l’America del Nord. Sotheby’s ha verificato che in tutto il mondo vi è solo un altro esemplare simile a questa ciotola e fa parte della collezione del British Museum di Londra da oltre 60 anni. Durante la seduta d’asta la ciotola in smalto bianco avorio di 12 cm di diametro è stata oggetto di una “contesa” combattuta tra quattro offerenti, presenti in sala e al telefono. L'acquirente disposto a sborsare 2,23 milioni di dollari è stato il mercante d’arte londinese Giuseppe Eskenazi. Durante le aste che si sono tenute da Sotheby’s nel corso dell’Asian week a New York il banditore ha ricordato la reazione dell’anomimo proprietario della ciotola, quando gli ha riferito il prezzo di aggiudicazione. "Ho ricevuto una e-mail che riportava in lettere maiuscole, WOW, e poi wow di nuovo con una linea di punti esclamativi".