Versatile, sensuale, malleabile, elemento della natura, semplice come il fango, antica come l'arte stessa, l'argilla viene sempre più spesso utilizzata dagli artisti contemporanei, benché, per alcuni, non rimanga il media esclusivo con il quale esprimersi. Populista e allo stesso tempo elitaria, questa sua natura potrebbe essere uno dei motivi del fascino che attualmente la circonda, possiede infatti un’infinita versatilità, da quella puramente formale a quella funzionale permettendo di creare la forma in modo spontaneo e diretto, cosa che altri media non consentono. Lo scorso anno, la ceramica è stata la protagonista di numerosi eventi a New York e negli Stati Uniti. Lilly Wei, critica d’arte di New York, curatrice indipendente e contributing editor di ARTnews, ha recentemente pubblicato un articolo nel quale, oltre a raccontare gli eventi che hanno avuto come protagonista la ceramica artistica, afferma che finalmente “la ceramica ha abbandonato la condizione di arte minore ricevendo il dovuto riconoscimento nel mondo dell’arte contemporanea”. A esaltarne il grande valore artistico anche il Metropolitan Museum of Art di New York che ha dedicato una retrospettiva a Ken Price, esposto anche al Lacma di Los Angeles, altra importante istituzione museale americana, tra il 2012 e il 2013. La retrospettiva al Metropolitan raccoglieva sessantacinque sculture in ceramica realizzate dall’artista tra il 1959 e il 2012, e tra queste, le tipiche forme ovoidali smaltate, i suoi primi lavori. L’artista è stato poi il protagonista anche di una personale alla Franklin Parrasch Gallery e al Drawing Center a New York. Fino al due marzo a New York è inoltre possibile visitare Body & Soul: New International Ceramics al Museum of Arts and Design (MAD), mostra dedicata all’argilla e alla scultura figurativa su temi socio-politici a cui hanno partecipato molti artisti di fama internazionale tra cui Michel Gouéry, Mounir Fatmi e Sana Musasama. Del MAD di New York si è parlato diffusamente in un approfondimento sull’ultimo numero, il 19, de La Ceramica in Italia e nel mondo. La David Zwirner Gallery, importante galleria d’arte contemporanea attiva a livello internazionale, nella sede di New York, lo scorso luglio, ha esposto le opere di Robert Arneson, uno dei fondatori, negli anni 60’, del movimento California Funk e tra i fautori del processo di riconoscimento della ceramica da semplice arte applicata a forma di espressione estetica. La mostra ha riunito un gruppo di lavori giovanili che, oltre a dimostrare il suo innegabile talento artistico, hanno una volta di più sottolineato la grande influenza che il suo lavoro avrebbe in seguito esercitato sulle future generazioni di artisti alle prese con l’argilla. Finissage in questi giorni per “Return to Earth: Ceramic Sculpture of Fontana, Melotti, Miró, Noguchi, and Picasso, 1943–1963" esposizione che si è tenuta presso il Nasher Sculpture Center di Dallas e che ha raccolto circa settanta opere in ceramica di artisti, molto apprezzati dai collezionisti, ma apprezzati e conosciuti principalmente per opere realizzate con altri media. L’opera in ceramica di Fontana, Concetto Spaziale, Natura, 1959-1960 esposta alla galleria Dominique Lévy a New York. È bene ricordare, inoltre, che l'argilla ? stata utilizzata da un numero sorprendente di artisti tra i quali Ana Mendieta, Rosemarie Trockel, Anna Maria Maiolino, León Ferrari, Gabriel Orozco, Mary Heilmann, Jeff Koons e Josh Smith, solo per citarne alcuni. Lilly Wei, nel suo articolo, analizza poi l’evoluzione della ceramica artistica avvenuta sul territorio americano iniziando il suo percorso dalla California degli anni 50’ con gli artisti Peter Voulkos Arneson, Nagle, Price e Viola Frey, prima di loro, i leggendari anticonformisti, Beatrice Wood e George E. Ohr. Sulla costa orientale intanto, Betty Woodman aveva da tempo mostrato al mondo dell'arte cosa può fare l’argilla, o meglio, quello che con essa si può ottenere. Le sue invenzioni artistiche, abbaglianti nella forma e nel colore, sono andate ben al di là della visione tradizionale mettendo costantemente in discussione i limiti del material. In questo ambito non vanno dimenticate le piccole abitazioni, quasi nascoste, (Dwellings, 1981) dello scultore Charles Simonds presenti nella collezione del Whitney Museum e in moltissime altre collezioni museali. Dalla prima generazione di artisti che hanno lavorato l’argilla ai contemporanei, tutti indistintamente hanno sperimentato nuove realizzazioni per ciò che concerne le dimensioni di singoli oggetti, ampie installazioni, tecniche di sperimentazione, esplorando le questioni riguardanti il corpo, l'identità, la politica, la storia e il femminismo. Artisti come Ann Agee, Kathy Butterly, Elisabeth Kley, Joyce Robins, Arlene Shechet e poi Nicole Cherubini, Jessica Jackson Hutchins, Julia Kunin, Sterling Ruby, Paul Swenbeck e Brie Ruais sono stati tutti influenzati dalla ceramica tradizionale ma l’hanno sfidata, portando il fardello di una importante eredità.

Maria Adelaide

Foto: Ann Agee, Birthing Class, 2001. Porcelain china paint and gold luster. Pennsylvania Accademy