Liberty. Uno stile per l’Italia moderna è il titolo della mostra organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune, ai Musei San Domenico di Forlì appena inaugurata e aperta fino al 15 giugno prossimo. L’esposizione, a cura di Maria Flora Giubilei, Fernando Mazzocca e Alessandra Tidia, ripercorre tra pittura, scultura, architettura e design una stagione definita irripetibile a cavallo tra ottocento e novecento. Secondo l’intento dei curatori, la mostra vuole evidenziare, per la prima volta rispetto alle diverse rassegne dedicate nel passato al Liberty, le specificità di uno stile presentando una serie di capolavori della pittura e della scultura. Gli artisti esposti, seppur con formazione, poetica e linguaggio diversi, rivelano contenuti e messaggi comuni. È l’idea di un’arte totale, come confermano le relazioni con la letteratura, il teatro e la musica, evocate attraverso la grafica e i libri illustrati, ma anche attraverso gli stessi dipinti e le sculture. La mostra raccoglie 305 opere, tra queste spiccano le preziose ceramiche dell’epoca che il Museo Internazionale delle ceramiche di Faenza (MIC) ha concesso in prestito. Faenza, ricordiamo, fu famosa all’inizio del secolo per quel Cenacolo baccariniano che accolse le principali innovazioni moderne nel campo delle arti decorative. Tra le quindici opere del Museo Internazionale delle ceramiche, nella sezione Dal senso panico della natura alla linea floreale, è esposta Volata di donne (Teoria di fanciulle) del 1909 di Domenico Baccarini e Vaso con pavoni del 1919-1925 di Galileo Chini, per citare solo alcune delle opere proposte nella mostra. Altre opere in ceramica degli stessi artisti provengono da prestiti di collezioni private. I curatori hanno dato molto rilievo alle arti applicate, con sezioni dedicate alla grafica, all'illustrazione, ai manifesti pubblicitari e alle infinite manifestazioni dell'architettura e, appunto, delle arti applicate. Così lungo il percorso, dal piano terra al primo piano, si possono incontrare i ferri battuti di Mazzucotelli e Bellotto, le ceramiche di Chini, Baccarini, Cambellotti, Spertini, Calzi, i manifesti di Dudovich, Hohenstein, Boccioni, Terzi, Mataloni, Palanti, i mobili di Zen, Issel, Basile, Bugatti, Fontana, i vestiti di Eleonora Duse, i merletti di Aemilia Ars e gli arazzi di Zecchin.

Maria Adelaide Marchesoni

Liberty. Uno stile per l'Italia moderna Forlì, Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro, 12 1 febbraio – 15 giugno 2014

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