São Paulo, la città più multiculturale del Brasile, centro finanziario e industriale dell’America Latina, è senza dubbio una città con molti facce, dal Centro storico con la Praça da Se e i suoi vecchi alti palazzi ai moderni grattacieli dell’Avenida Paulista e al Parco verde di Ibirapuera; dai lussuosi condomini di Jardins e Vila Olimpica ai quartieri Bixinga, Vila Madalena e Barra Funda, luoghi di ritrovo degli artisti e intellettuali: quartieri creativi, pieni di gallerie, cinema, teatri, studi d’artisti, locali eleganti, bar e tanti ristoranti etnici.

“Sanpa” è una città "educata", dove tutti i giorni e le notti sono molto vivaci e dove la gente è sempre gentile e allegra. Adesso la città è meta di molti artisti per le diverse fiere, mostre e convenni internazionali, tra cui la seconda più vecchia biennale d’arte contemporanea al mondo, la “Bienal di São Paulo”.

Da notare, nell’ambito della ceramica, il CONTAF (Congresso Nacional para Artes do Fogo), diventato recentemente internazionale. Il CONTAF si concentra sulla ceramica e il vetro, è patrocinato da enti privati ed è organizzato da Caio Giardullo, imprenditore brasiliano del settore dei prodotti ceramici. Ogni anno questo congresso riunisce artisti, artigiani, insegnanti, ricercatori, produttori e commercianti dei materiali ceramici e si svolge nell'arco di una settimana attraverso conferenze, dimostrazioni pratiche, proiezioni e tavole rotonde con la partecipazione d’invitati di Stati Uniti, Sud America, Europa e Asia. Parallelamente il CONTAF presenta una fiera alla quale aderiscono produttori di materiale ceramico (impasti, attrezzature, forni ecc.), case editrici, associazioni culturali, studi, botteghe della ceramica provenienti da diverse nazioni del Sud America.

Percorrendo i quartieri della bohème brasiliana e i dintorni della città si possono trovare ceramisti originari di diverse nazioni diventati paulisti. Vale la pena citare due esempi.

Nella zona collinare più alta di “Vila Madalena” si trova lo studio di Norma Grinberg, originaria della Bolivia, arrivata a São Paulo nel 1959, si è formata nelle università brasiliane, attualmente docente del “Departamento de Artes Plasticas” della “Escola de Comunicações e Artes” de São Paulo ed è membro dell’Accademia Internazionale della Ceramica di Ginevra. La sua opera, con riconoscimento nazionale e internazionale, si basa sul lavoro con moduli ispirato al Concretismo, alla Bauhaus e al Minimalismo. Ha realizzato opere di grande dimensione e interventi architettonici per spazi aperti come “Lugar com Arcos” monumento nella Università di São Paulo, inoltre, grandi panelli a muro come l’opera “Entrelaços”, strutture e istallazioni tra cui “Babel” e “Ciranda” e alcune opere di piccolo formato per ambienti interni ed esterni. Originaria di Hiroshima, Giappone, Kimi Nii si è trasferita nel Brasile alla età di nove anni. Laureata in Disegno Industriale, scopre la ceramica negli anni settanta. Lavora con impasti ad alta temperatura, oltre i 1300° C e si considera artista, ceramista e designer. Denominata la “scultrice dello spazio”, Kimi Nii esplora i concetti costruttivisti di Naum Gabo e la filosofia dei rituali “dokatu” o specchi cosmici del periodo “Yayoi” Giapponese (dal 300 a.C. al 250 d.C.). Le sculture di Kimi hanno la semplicità dei pezzi appartenenti a questo periodo. Il suo lavoro è molteplice, negli anni ha sviluppato tre serie diverse: I grandi panelli a muro e le sculture monolitiche che partono da un solo blocco, coni, sfere, forme trapezoidali, che vengono deformate, incise, tagliate o trasformate in installazioni come nel caso dell’opera “Dongurí”. Inoltre, la serie “Flora”, con la tendenza costruttivista delle forme organiche, con una evocazione alla scultura barocca brasiliana e un avvicinamento alla filosofia zen. E finalmente, Kimi si riprende la natura e la mitologia ispirandosi alla continua creazione di nuove isole formate dalla eruzione vulcanica nell'arcipelago giapponese: aa grande istallazione “Nuvens e Ilhas” recentemente presentata in due personali alla “Caixa Cultural São Paulo” e nel “Centro Cultural Rio de Janeiro”.

Assistere a questo incrocio di culture, ideali, eredità e razze amalgamati nella ceramica paulista è un vero privilegio, è come vedere tutto il mondo concentrato in una sola città.