Inaugura giovedì 24 novembre presso Montrasio Arte, Trappolando, un omaggio all’opera plastica di Fausto Melotti (Rovereto 1901 - Milano 1986) a cura di Sara Fontana.

Il percorso espositivo include anche un nucleo di fotografie inedite realizzate da Vittorio Pigazzini (Monza 1929) e alcuni libri di Fausto Melotti quali Il triste Minotauro (Vanni Scheiwiller, 1973) e Linee(Adelphi, 1975), nei quali le poesie, gli aforismi e le acqueforti si succedono con la medesima fantasia poetica e la medesima bilanciata armonia che appartengono alle sculture e ai dipinti.

Alcune delle circa trenta opere selezionate fra sculture, ceramiche e bassorilievi, non sono mai state esposte prima e sono tutte in diverso modo esemplari dei passaggi cruciali del lungo percorso artistico di Melotti.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo di 260 pagine (Silvana editoriale), con testi di Sara Fontana, Ilaria Despina Bozzi, Marco Tonelli e Lorenzo Fiorucci.

Il titolo Trappolare deriva da una frase pronunciata da Melotti all’indomani del precipitare degli eventi bellici e della distruzione del suo studio di Milano: “Mi sono messo, se non proprio a lavorare, a trappolare. Ho un po’ di creta e faccio delle testine grosse come un pugno. Ma mi organizzerò meglio”.

Melotti definì la ceramica come “un pasticcio”, “una cosa anfibia”, per evidenziarne forse la sfida a cui essa ogni volta sottopone il suo artefice. Le numerose opere da lui realizzate restano oggi come testimonianza dell’interesse di Melotti in questo medium.

Un nucleo di opere testimonia la rinascita artistica e creativa di Melotti all’indomani del secondo conflitto mondiale, quando la completa distruzione dello studio milanese lo spinge verso una produzione quasi frenetica di ceramiche e di sculture in terracotta, proseguita per circa quindici anni con inatteso successo ma senza alcuna eco critica. L’artista dà vita a una serie di invenzioni poetiche originalissime - vasi sole, vasi luna, vasi pesce, vasi gallo, vasi pavone, le grandi figure femminili dette “Kore” - e parallelamente intensifica la collaborazione con Gio Ponti in alcuni importanti interventi decorativi su vasta scala.

Dopo i primi riconoscimenti critici per le opere astratte degli anni Trenta e l’intensificarsi dell’attività grafica negli anni Sessanta, il decennio successivo è rappresentato da alcuni bassorilievi in gesso dalle delicate cromie, formelle quadrangolari in creta o in gesso, memori delle candide piastre plasmate da Melotti nell’immediato dopoguerra, ma ora evocanti paesaggi, figure e architetture musicali.

Opens Thursday, November 24 at Montrasio Arte, Trappolando, a tribute to the plastic work of Fausto Melotti (Rovereto 1901 - Milan 1986) curated by Sara Fontana.

The exhibition also includes a group of unpublished photographs realized by Vittorio Pigazzini (Monza 1929) and some books of Fausto Melotti like Il triste Minotauro (Vanni Scheiwiller, 1973) and Linee (Adelphi , 1975), in which the poems, aphorisms and etchings follow one another with the same poetic fantasy and balanced harmony that belong to the sculptures and paintings.

Some of the approximately thirty selected works including sculptures, ceramics and carvings, are never been exhibited before and are all different examples of the crucial steps of the long artistic career of Melotti.

The exhibition will be accompanied by a catalog of 260 pages (Silvana Editoriale), with lyrics by Sara Fontana, Ilaria Despina Bozzi, Marco Tonelli and Lorenzo Fiorucci.

The title Trappolare comes from a phrase uttered by Melotti in the aftermath of the fall of the war and the destruction of his studio in Milan: "I started, if not to work, to trappolare. I have a bit 'of clay and make of the big heads like a fist. But I will organize better."

Melotti defined ceramics as "a mess", "something amphibious," to perhaps highlight the challenge that every time it submits its creator. The many works he produced remain today as testimony of Melotti interest in this medium.

A group of works testifies to the artistic and creative rebirth of Melotti in the aftermath of World War II, when the complete destruction of his own studio, pushes him toward an almost frenetic production of ceramics and terracotta sculptures, continued for about fifteen years with unexpected success but without any echo criticism. The artist creates a series of highly original poetic inventions - sun jars, vases moon, fish pots, vases rooster, peacock vases, large female figures known as "Kore" - and in parallel he intensified the collaboration with Gio Ponti in some important decorative intervention on a large scale.

After the first critical recognition for the abstract works of the thirties and the intensification of graphics activity in the sixties, the next decade is represented by some plaster reliefs of delicate colors, square tiles in clay or plaster, mindful of the candid plates shaped by Melotti in the aftermath of the war, but now evoking landscapes, figures and musical architectures.