Intervista a Chiara Bertola, curatrice con Christiana Fissore di Polvere di stelle la rassegna biennale dedicata allo sguardo degli artisti contemporanei sulla ceramica.

Dal 10 settembre 2016 all’8 gennaio 2017 il Museo della Ceramica di Mondovì e il Circolo Sociale di Lettura di Mondovì Piazza presentano la seconda edizione di Polvere di stelle con la mostra At the Still Point of the Turning World(Il punto fermo di un mondo che gira), con opere di Carla Accardi, Franco Vimercati, Ai Weiwei e installazioni site-specific di Elisabetta Di Maggio e Hilario Isola.

La rassegna Polvere di Stelle nasce anche dalla collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, per la quale Chiara Bertola ha ideato, a partire dal 2004, il progetto di arte contemporanea Conservare il futuro, che invita gli artisti a riflettere sul confine della memoria tra passato e presente.

La passione per la ceramica come è nata?

Il mio rapporto iniziale con la ceramica è stato del tutto affettivo e per nulla scientifico. La mia famiglia è di Mondovì e fino al liceo io ho vissuto in quella città in fondo alle Langhe. Mio nonno aveva rilevato una delle fabbriche del distretto della ceramica attive a Mondovì fin dal Settecento; a casa mia c’erano dei pezzi magnifici e così mi sono innamorata delle ceramiche tanto da avere io stessa una piccola collezione di tazze anni Cinquanta formata dai pezzi di famiglia e da quelli che continuo a scovare nei mercatini in giro per il mondo…

In passato la ceramica era riconosciuta come arte a se stante, oggi ha bisogno di entrare nel sistema dell'Arte Contemporanea: per quale motivo questa "arte" non può continuare ad affermarsi da sola?

Oggi è difficile separare più di tanto le arti… da tempo gli artisti hanno eliminato i confini tra i diversi media e usano con gioia e disinvoltura qualsiasi materiale che gli permetta di fare una nuova esperienza e di approdare a una nuova idea. La ceramica, ma anche il vetro, il legno… sono materiali che hanno una loro vita perché funzionali alla costruzione di oggetti e cose utili alla vita dell’uomo (Design, le cosiddette Arti Minori?).

Poi c’è l’arte e gli artisti che, come dicevo prima, utilizzano qualsiasi materiale per esprimere un nuovo concetto che parli del mondo in cui viviamo. Ci sono i maestri ceramisti che continuano a far fare al materiale acrobazie e virtuosismi per abbellire o complicare le forme funzionali per cui era utile la ceramica: ogni tipo di recipiente, vasi, coppe, bicchieri. Per quello ho deciso di esporre una parte delle foto del ciclo La zuppiera di Vimercati, perché m’interessa la riflessione sulla visione e coscienza delle cose piuttosto che sull’oggetto in se.

Chi sono i protagonisti della ceramica contemporanea o gli artisti che oggi hanno abbracciato questo media in modo originale o interessante?

Dietro la ceramica c’è una storia di artisti importanti come Lucio Fontana, Arturo Martini, Fausto Melotti, Leoncillo, Carla Accardi… che hanno sperimentato il materiale della ceramica sintonizzandolo alle ricerche a loro contemporanee. Penso alla Via Crucis di Fontana, potente, barocca, indecifrabile, astratta, eppure dolorosa e piena di pathos; penso ai ritmi delle sculture di Melotti alla forza del “Monumento alla Partigiana” di Leoncillo del 1957 che rispecchiava lo stile cubista che in quel momento si stava sperimentando in Italia....

Penso invece a come i due artisti della prima edizione di Polvere di Stelle hanno affrontato la materia: Celeste Bousier Mougenot ha trasformato oggetti di uso quotidiano in strumenti musicali per creare installazioni sonore che suggeriscono un nuovo rapporto tra il suono e lo spazio. Matteo Rubbi ha lavorato con la ceramica come mezzo per attivare la comunità e lavorare sul concetto di mappatura e di paesaggio condiviso.

Mi sembra che oggi ci sia un rinnovato interesse verso questo materiale. Ho visto molte mostre dedicate alla ceramica e molti bravi artisti che la sperimentano... per esempio la bella mostra di Christian Holstad presentata da Massimo De Carlo a Milano, o il lavoro di Alessandro Pessoli e quello di Francesco Simeti da Francesca Minini. Ancora, rimanendo in Italia, penso alla convincente installazione di Chiara Camoni con pezzi tutti di ceramica.

Ovviamente poi ci sono tanti artisti internazionali che hanno dedicato un’importante attenzione alla ceramica all’interno della propria sperimentazione e penso alle opere di ceramica Ai Wei wei, a quelle di Kiki Smith, di Cameron Jamie, di Piero Gilardi, di Rosmarie Trockel, di Marisa Metz, di Gadha Amer, di Alejandra Seeber, di Pam Lins….Poi c’è il lavoro di Betty Woodman, che abbiamo visto l’anno passato al Museo Marino Marini: la sua esperienza al contrario è quella di una ceramista che ha saputo rimanere dentro il mezzo ma sempre rinnovandolo.

Interview with Chiara Bertola, curator with Christiana Fissore of Polvere di stelle the biennial exhibition dedicated to the gaze of contemporary artists on the ceramic.

From 10 September 2016 to 8 January 2017 the Museo della Ceramica di Mondovì and Circolo Sociale di Lettura di Mondovì Piazza present the second edition of Polvere di stelle with the exhibition At the Still Point of the Turning World, with works by Carla Accardi, Franco Vimercati, Ai Weiwei and site-specific installations by Elisabetta Di Maggio and Hilario Isola. The review Polvere di stelle also born from the collaboration with the Fondazione Querini Stampalia in Venice, for which Chiara Bertola has developed, since 2004, the contemporary art project Conservare il futuro, which invites artists to reflect on the boundary between memory between past and present.

How it is born the passion for ceramics?

My initial relationship with ceramics was quite emotional and unscientific. My family is from Mondovì and till the high school I lived in that city at the bottom of the Langhe. My grandfather had taken over one of the factories of the ceramic district that were working in Mondovì since the eighteenth century; in my house there were some magnificent pieces and so I fell in love with ceramics so as to have myself a small collection of cups of the fifties that comprises pieces of my family and those that I continue to seek out in flea markets around the world....

In the past ceramics was recognized as an art in its own right, now it needs to get into the system of Contemporary Art: why this "art" cannot continue to assert itself?

Today it is difficult to separate much the arts... for a long time artists have eliminated the boundaries between different media and use with joy and ease any material that allows them to have a new experience and arrive at a new idea. The ceramic, but also glass, wood... are materials that have a their own life because they are functional to the construction of objects and things useful to human life (Design, the so-called Minor Arts?).

Then there is the art and the artists who, as I said before, use any material to express a new concept that speaks of the world in which we live. There are the master potters who continue to make the material perform acrobatics and virtuosity to embellish or complicate functional forms for that ceramics was useful: all kinds of container, vases, cups, glasses. For this reason I have decided to present a part of the cycle of pictures La Zuppiera di Vimercati, because I'm interested in reflection on the vision and awareness of things rather than the object itself.

Who are the protagonists of contemporary ceramics or artists that today have embraced this media in an original or interesting way?

Behind the ceramic there is a history of important artists such as Lucio Fontana, Arturo Martini, Fausto Melotti, Leoncillo, Carla Accardi... who have experienced the ceramic material tuning it to researches that were contemporary to them. I think of the Via Crucis of Fontana, powerful, baroque, indecipherable, abstract, yet painful and full of pathos; I think the rhythms of Melotti's sculptures to the strength of the "Monumento alla Partigiana" by Leoncillo of 1957 that reflected the Cubist style that at that moment he was experiencing in Italy....

I think instead about how the two artists of the first edition of Polvere di stelle they have dealed the matter: Celeste Bousier Mougenot has transformed everyday objects into musical instruments to create sound installations that suggest a new relationship between sound and space. Matteo Rubbi worked with ceramics as a means to activate the community and work on the concept of mapping and shared landscape.

I think that today there is a renewed interest in this material. I have seen many exhibitions dedicated to ceramics and many good artists who experiment with it... for example the beautiful exhibition of Christian Holstad presented by Massimo De Carlo in Milan, or the work of Alessandro Pessoli and that of Francesco Simeti at Francesca Minini. Still, remaining in Italy, I think about the compelling installation by Chiara Camoni with pieces made all of ceramic.

Of course then there are so many international artists who have devoted a significant attention to ceramics within their experimentation and I think of the works in ceramics of Ai Wei wei, to those of Kiki Smith, Cameron Jamie, Piero Gilardi, Rosmarie Trockel, Marisa Metz, of Gadha Amer, Alejandra Seeber, Pam Lins....Then there is the work of Betty Woodman, that we've seen the past year at the Museo Marino Marini: his experience at the opposite is that of a potter who has been able to stay in the means but still renovating it.