Fondazione Cologni, Living Corriere della Sera e Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship hanno realizzato la seconda edizione di Doppia Firma un progetto che unisce l’innovazione del design alla tradizione dei grandi maestri d’arte italiani. Doppia Firma è uno scambio creativo tra un designer e un artigiano per dare vita a opere nuove che nascono da una reciproca contaminazione, quella che esiste tra una cultura del progetto aperta alla contemporaneità e un saper fare, un know-how che sia espressione autentica del territorio. La finalità del progetto è dare vita a una collezione (15 pezzi) di oggetti raffinati. Gli oggetti sono stati esposti durante il Salone del Mobile in un luogo molto speciale, fra i più prestigiosi dell’arte e della cultura milanesi: la Galleria d’Arte Moderna, che ha ospitato questo progetto nelle magnifiche Sala da Ballo e Sala del Parnaso. Di ogni oggetto sono stati presentati gli artefici e illustrate (con foto e video) le fasi della creazione, per offrire una chiara indicazione del valore dell’unione tra i protagonisti. Queste le 15 coppie protagoniste di questa edizione di Doppia Firma, con le provenienze dei designer e i materiali:

Nika Zupanc (Slovenia) e De Vecchi Milano 1935 (argento) Uros Mihic (Serbia) e Caterina Crepax (carta) Elisa Strozyk (Germania) e BottegaNove (ceramica) Dimitri Bähler (Svizzera) e Maurizio Tittarelli Rubboli (ceramica) Sara Ricciardi (Italia) e Nicolò Morales (ceramica) Pierre Marie (Francia) e Leonardo Scarpelli, di Scarpelli Mosaici (commesso fiorentino) Raw-Edges (Regno Unito) e Carlo Apollo (legno) Lex Pott (Olanda) e HABITO – Giuseppe Rivadossi Officina (legno) Oskar Zieta (Polonia) e La Fucina di Efesto (metallo) Jan Plechá? & Henry Wielgus (Repubblica Ceca) e Gianluca Pacchioni (metallo) Sebastian Herkner (Germania) e Lucio Doro, di Alchymia (lacca) Felix Muhrhofer (Austria) e Fabrizio Travisanutto (mosaico) Cristina Celestino (Italia) e Antique Mirror (specchi) Federico Pepe (Italia) e Marta Cucchia, dell’Atelier Giuditta Brozzetti (tessuto) Emmanuel Babled (Portogallo/Francia) e Simone Crestani (vetro)

Fondazione Cologni, Living Corriere della Sera and Michelangelo Foundation for Creativity and Craftship realized the second edition of Doppia Firma, a project that connect design innovation and the tradition of major masters of Italian Art. Doppia Firma is a creative exchange between the designer and the artisan to create new artworks that come from the reciprocal contamination, the one that exhist between a prjectual culture opened to contemporaneity and a know how that is the expression of the territory. The goal of the project is to create a collation (15 pieces) of sophisticated objects. The items have been exposed during Salone del Mobile in a very special place,one of the most prestigious in the art and cultural of Milan: Gallery of Modern Art that hosted the whole project in the magnificent Ballroom and the Parnaso room. For each object has been presented the authors and the creation's process to show the value of the connection between them. These the 15 protagonist couples for this edition of Doppia Firma, with the origin of the designers and materials:

Nika Zupanc (Slovenia) e De Vecchi Milano 1935 (silver) Uros Mihic (Serbia) e Caterina Crepax (paper) Elisa Strozyk (Germany) e BottegaNove (ceramic) Dimitri Bähler (Switzerland) e Maurizio Tittarelli Rubboli (ceramic) Sara Ricciardi (Italy) e Nicolò Morales (ceramic) Pierre Marie (France) e Leonardo Scarpelli, di Scarpelli Mosaici (florentine mosaic) Raw-Edges (UK) e Carlo Apollo (wood) Lex Pott (the Nederlands) e HABITO – Giuseppe Rivadossi Officina (wood) Oskar Zieta (Poland) e La Fucina di Efesto (metal) Jan Plechá? & Henry Wielgus (Czech Republic) e Gianluca Pacchioni (metal) Sebastian Herkner (Germany) e Lucio Doro, di Alchymia (lacquer) Felix Muhrhofer (Austria) e Fabrizio Travisanutto (mosaic) Cristina Celestino (Italy) e Antique Mirror (mirrors) Federico Pepe (Italy) e Marta Cucchia, dell’Atelier Giuditta Brozzetti (fabric) Emmanuel Babled (Portugal/France) e Simone Crestani (glass)