La ceramica è un materiale ormai sdoganato nell'arte contemporanea. Lo si nota anche passeggiando tra gli stand della 22^ edizione di Miart, la fiera per l'arte moderna e contemporanea che si è appena svolta a Milano (31 marzo-2 aprile). Viene usata da sempre più artisti che non si considerano per forza ceramisti a seconda delle loro necessità espressive con una grande varietà di esiti e soluzioni. Ed è molto apprezzata: le sculture in ceramica smaltata di Salvatore Arancio allo stand di Federica Schiavo di Roma, per esempio, che rappresentano un giardino al limite tra natura e fantasia, sono state acquisite dalla Fondazione Fiera, così come la grande scultura in terracotta refrattaria bianca di Chiara Camoni da SpazioA di Pistoia: un Laocoonte realizzato con centinaia di scaglie create una ad una in un processo di meditazione sul tempo e sull'alternarsi di pieni e vuoti. Successo anche per il brasiliano Rodrigo Torres allo stand di A Gentil Carioca. I suoi vasi che simulano porcellane cinesi avvolte nel cartone - dove anche il cartone è in realtà ceramica dipinta - sono stati candidati al Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte. Tra le gallerie emergenti la ceramica dominava lo stand della milanese Clima con i "Dream Portrait" di Matteo Nasini, oggetti in porcellana vetrata realizzati con la stampante 3D a partire da dati raccolti da un macchinario che registra l'attività cerebrale durante i sogni. Nella main section, invece, c'erano da Massimo De Carlo i vasi ricoperti di caramello del collettivo austriaco Gelitin, sempre ironico e alla ricerca dell'interazione col pubblico, e le sculture della tedesca Judith Hopf da Kaufmann Repetto: vasi capovolti a cui viene negata la loro funzione e che, con occhi, nasi e bocche ispirati al caricaturista americano Saul Steinberg, diventano teste vuote.

Silvia Anna Barrilà